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Psicologico, psichiatrico e psichico È fondamentale per trattare la materia delle problematiche psicosociali avere ben chiari alcuni concetti di base. Va innanzitutto riconosciuta la diversità individuale che differenzia le persone non solo in base alle caratteristiche più evidenti (età, sesso, provenienza geografica, cultura, ecc.) ma, all’interno dello stesso “gruppo” (consideriamo, ad esempio, l’origine geografica comune agli abitanti di una nazione) in base alle caratteristiche più profonde -innate ed acquisite- proprie di ogni singolo individuo: le caratteristiche personologiche. Queste derivano dalla fusione ed interazione di un assortito insieme di elementi, fortemente variabili in qualità e “quantità”, rappresentati fondamentalmente dall’intelligenza, dal carattere, dalla personalità e dai comportamenti. Unitamente a questi elementi, le cosiddette “doti personali” consistenti in capacità più o meno specifiche (pratiche e non), dalla sensibilità dalle qualità morali, ecc. Al di là di ogni considerazione a riguardo dei comportamenti da ritenersi normali o patologici (vedi articolo “norma e normalità” nella home del sito) è importante differenziare tra i seguenti termini: psicologico, psichiatrico, psichico. In via semplificativa, il termine “psicologico” viene utilizzato per individuare tutte quelle reazioni (ovvero risposte immediate) e quelle dinamiche (cioè meccanismi più complessi generalmente acquisiti nel tempo e memorizzati grazie all’esperienza) proprie del regno animale (uomo e animali) conseguenti a stimoli specifici e determinanti la qualità della vita. Il termine “psichiatrico” indica un contesto medico-clinico e generalmente connota la natura patologica (“malata”) di ciò che si sta trattando. “Psichiatrico” è pertanto il “prodotto malato” di un processo che può avere origini tanto psicologiche (i cosiddetti traumi) quanto organiche (ovvero su base biologica) tanto innate che acquisite. Il termine “psichico”, invece, racchiude entrambi i concetti di psicologico e psichiatrico; esso tiene presente il presupposto che, qualsiasi sia la natura (psicologica o organico-biologica) di una condotta abnorme (disturbo o patologia), è sempre “il cervello” (inteso come unità somatopsichica) a determinare la natura dei comportamenti umani. PER APPROFONDIRE I TEMI CORRELATI A QUESTA SEZIONE, CLICCA SULLE VOCI CHE TROVI NEL MENU' IN ALTO A DESTRA, OPPURE CLICCA SU Pross.> IN FONDO ALLA PAGINA.
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