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Pagina 1 di 7 MDMA: L’ECSTASY (ED I SUOI SIMILI) di Antonio Floriani NOTE STORICHE
L’MDMA (3,4-metilenediossi-N-metilanfetamina) detta comunemente ecstasy dai suoi consumatori, venne sintetizzata per la prima volta nei laboratori di un’industria farmaceutica tedesca Merk nel 1914 (già nel 1910 l'MDA), ed utilizzata come farmaco anoressizzante. Il suo uso fu vario: durante la Prima Guerra Mondiale venne somministrata ai soldati in trincea per superare meglio fame e freddo, e ridurre le paure; durante il Secondo Conflitto dai kamikaze giapponesi; nel 1950, venne utilizzata dagli americani come siero della verità per operazioni di spionaggio; negli anni ’60, assieme all'LSD, era già una apprezzata sostanza psichedelica in California (estate dell'amore o Summer of Love di S.Francisco del 1968, all'inno di Sex, Love & Drugs) e poco dopo dai punk inglesi; negli anni’70 alcuni sperimentatori di stati di coscienza, psichiatri americani, ne provarono gli effetti e alcuni la utilizzarono come sostanza empatogena, stimolante ovvero la relazione con gli altri, ed entactogena, cioè con la capacità di favorire l’introspezione; questa assumeva una finalità terapeutica nei pazienti con problema di personalità border line. Alla fine di quel decennio era già diffusa negli USA nelle feste degli studenti e dei giovani professionisti. Negli anni ’80 inizia il vero boom ad Ibiza e viene battezzata Ecstasy: il suo successo esplose in associazione con le discoteche, soprattutto di tendenza. Si diffonde a Londra, ed in tutta Europa. Nel 1989 la Love Parade di Berlino sembra lanciarla in gran quantità sul mercato europeo; in Italia arriva alla fine degli anni ’80, ma solo tra la fine del decennio e i primi anni ’90, in cui esplodono after hour e rave party , l’ecstasy viene considerata illegale ed annoverata all’interno dei registri delle droghe nella maggior parte dei paesi del mondo. Il primo caso dichiarato come consumatore di ecstasy in Italia, è stato un ragazzo di 23 anni giunto in osservazione al SerT di Padova nel 1991. Nel 1996 la morte in seguito all'assunzione di appena tre, quattro pastiglie di ecstasy da parte dell'inglese Leah Betts, smuove l'opinione pubblica dal pensare che si tratti solo di una innocua pastiglia, della "pillolina della felicità" del sabato sera di molti giovani.
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