NORMALAREA - psichiatria sociale dipendenze
HOME
CONTATTI
LINK
CERCA
LOGIN
HOME arrow DROGA E DIPENDENZE
MENU' PRINCIPALE
HOME
CHI SIAMO
NORMA E NORMALITA'
PSICO-SOCIALE
PSICHIATRIA
DROGA E DIPENDENZE
ALCOL
DOPPIA DIAGNOSI
ALTRE DIPENDENZE
CRIMINOLOGIA
GIURISPRUDENZA
VOCABOLARI
SALUTE E BENESSERE
LINK
NEWS
DOWNLOAD
MAPPA SITO
CERCA NEL SITO
 
 
 
 
 
 
DROGA E DIPENDENZE PDF Stampa E-mail
Indice articolo
DROGA E DIPENDENZE
DEFINIZIONE
STORIA
NOSOGRAFIA
MECCANISMI
EPIDEMIOLOGIA
LE POLIASSUNZIONI

LE POLIASSUNZIONI

poliabusoLa variabilità dei quadri sintomatologici prospettati per le persone che fanno uso di sostanze, viene ulteriormente complicata dal poliabuso (ovvero dall’uso simultaneo o ciclico di sostanze diverse), dalla presenza di più dipendenze (non solo da sostanze) o di un abuso e di una dipendenza, come spesso accade in modo combinato, per droghe e alcool. I sintomi finiscono col sovrapporsi e complicarsi ulteriormente quando, per esempio, appare la presenza di più turbe della personalità -di fatto, nella norma- magari espresse a livelli di gravità differenti o magari associate a disturbi di altri assi (in particolar modo di asse I). Nella letteratura internazionale si fa sempre più strada l'evidenza che le droghe funzionino da fattore precipitante in un'ampia fascia di popolazione giovanile, maggiormente in quella detta “a rischio” per la presenza di problematiche di devianza e/o d’appartenenza a contesti sociali multiproblematici.

Si definiscono poliassuntori quei soggetti tossicodipendenti in cui l’uso di una sostanza primaria, viene associato all’uso di una secondaria e, a volte, ad altre sostanze psicotrope ancora.
La poliassunzione deriva spesso dalla necessità di utilizzare una sostanza modulante in associazione con quella primaria: per aumentarne, attenuarne gli effetti, o il loro scemare (down). E’ il caso dell’eroina, per sedare il down della cocaina (speed-ball), degli antidepressivi serotoninergici per aumentare l’effetto dell’MDMA, delle benzodiazepine per attenuare i sintomi astinenziali da eroina, del cannabinolo e dell’alcol per meglio gestire gli effetti di coda delle droghe sintetiche (ad esempio il trisma mandibolare).  Assume a tal proposito una notevole importanza la trasversalità dell'alcol, spesso utilizzato dai consumatori di droghe sintetiche, tramite l'assunzione ad abbuffata (binge); infatti questa associazione permette che "la cala salga meglio", inducendo vampate di calore che "sale" fino alla testa. Inoltre, la componente anfetaminica eccitante dell'ecstasy, unita a quella disinibente dell'alcol, permette al soggetto di vincere eventuali inibizioni relazionali. L'alcol ad alti dosaggi diviene un potente anestetico, aumentando così il rischio di morte improvvisa, essendo la sua dose efficace in qualità di anestetico, troppo vicina a quella tossica letale. A rendere ancora più comune ed incontrollato il suo uso, sono stati alcuni beveroni al gusto di frutta, ad elevato contenuto alcolico: gli alcol pops, molto usati in Inghilterra. Ultimamente l’uso di ecstasy viene anche associato a quello del viagra nel cosiddetto superpill, quasi a scongiurare il timore di falire durante il rapporto, generalmente in chi è sotto effetto di ecstasy, privo di preservativo.
 
In questi soggetti il trattamento di recupero (ed in primis la disintossicazione) è assai più complesso, e prevede schemi terapeutici differenziati, da soggetto a soggetto, di frequente supportati necessariamente da terapia farmacologica.
Il rischio che chi assume droghe sintetiche sia esposto con un’altissima probabilità all’uso di oppiacei, è certo.
E’ inoltre dimostrato che il deficit di memoria e di concentrazione nei consumatori (o ex consumatori) di MDMA, spesso irreversibile se avente come causa primaria l’utilizzo di droghe sintetiche, peggiora con l’uso di cannabinoidi.
Gli stessi cannabinoidi, reputati per anni innocui alla salute,  risultano oggi inequivocabilmente inducenti dipendenza sopra certi dosaggi (plurisettimanale - giornaliero). Per questi, la dipendenza non implica solo la crisi d’astinenza derivante dalla cessazione dell’utilizzo; è una dipendenza che va ben oltre alla storica, scolastica, ma non scientifica suddivisione in  fisica e psichica, e dove quest’ultima, indotta da complessi meccanismi neurobiochimici, è assai più difficile da combattere rispetto ai sintomi fisici.
 

PER APPROFONDIRE I TEMI CORRELATI A QUESTA SEZIONE, CLICCA SULLE VOCI CHE TROVI NEL MENU' IN ALTO A DESTRA, OPPURE CLICCA QUI PER PASSARE ALLA TRATTAZIONE DELLA DIPENDENZA DA SOSTANZE



 
Pros. >