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Pagina 1 di 2 Definizione Lo stalking, definito anche “sindrome del molestatore assillante”, consiste in un insieme di comportamenti anomali e fastidiosi verso una persona, costituiti o da comunicazioni intrusive (quali per esempio: telefonate e lettere anonime, sms ed e-mail, invio di fiori) oppure da comportamenti volti a controllare la propria vittima (per esempio: pedinamenti, appostamenti, sorveglianza sotto casa, violazione di domicilio, minacce di violenza, aggressioni, omicidio o tentato omicidio).
Il termine stalking deriva dall’inglese to stalk, termine tecnico utilizzato nella caccia, traducibile nell’italiano “fare la posta” e riconducibile a un insieme di comportamenti ripetuti e intrusivi di sorveglianza, controllo, ricerca di contatto e comunicazione nei confronti di una vittima, infastidita e/o preoccupata. Lo stalking, che ha come vittime soprattutto le donne, è caratterizzato da “indesiderate comunicazioni che vengono inflitte da un individuo (stalker) a un altro e che producono paura”. Il fenomeno può insorgere nell’ambito della normalità, ma spesso s’inserisce in una patologia psichiatrica. Le conseguenze sulla vittima possono sfociare in un quadro psicopatologico (quale Disturbo Post-Traumatico da Stress, Disturbi d’Ansia, Disturbi dell’Umore) e arrivare a urgenze psichiatriche (suicidio o tentativo di suicidio).
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