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Pagina 4 di 4 Aspetti tecnici Criminologia, Criminalistica e Investigazione Dalla fine dell'Ottocento, dai tempi della scoperta delle impronte digitali, l'investigazione criminale ha percorso un lungo cammino. Oggi, ad esempio, l’analisi del DNA fornisce un nuovo tipo di impronta, che consente di risalire con straordinari livelli di precisione alla individuazione dell’autore di alcuni reati. Diventa sempre più rilevante il contributo della scienza e delle nuove tecnologie alle investigazioni giudiziarie. La cronaca mostra che, sempre con maggiore frequenza, i casi delittuosi vengono affrontati attraverso sofisticate metodologie d'indagine, che fanno appello alla criminalistica e alle scienze forensi, dunque a quelle svariate discipline (le cosiddette "scienze della natura", separate e distinte dalle "scienze dell'uomo"), che si occupano dell’esame di reperti e tracce rinvenute sulla scena di un reato: genetica forense, balistica, tossicologia, medicina legale, microscopia elettronica. Nel processo, queste discipline sono risultate sempre più rilevanti, spesso fondamentali, per incastrare un omicida o per scagionare un innocente (anche relativamente a fatti giudiziari lontani e definiti). Spesso si confonde la criminologia con la criminalistica, o con l'investigazione, o con l'investigazione criminale, anche se si tratta soltanto di settori limitrofi. Concettualmente, l'investigazione è un settore distinto dalla criminalistica, e la stessa criminalistica dovrebbe essere chiaramente distinta dall'investigazione criminale propriamente detta: mentre la criminalistica risponde alla domanda sul "come", o sul "dove" è stato commesso un delitto, l'investigazione criminale risponde alla domanda sul "chi" ha commesso un delitto. I metodi della criminologia La criminologia è una disciplina che si avvale delle seguenti tecniche di indagine: • Studio di casi clinici individuali. • Ricerche mediante campioni (sondaggi campionari). • Analisi di statistiche ufficiali collettive. • Analisi di fonti informative e documentali. • Ricerche sperimentali. • Ricerche sociali e sul campo. • Analisi di documenti storici. Sono anche possibili indagini settoriali e studi predittivi mediante particolari tecniche statistiche. In Italia le statistiche ufficiali della criminalità sono raccolte, elaborate e pubblicate dall'ISTAT, l'Istituto Nazionale di Statistica. Esse forniscono in particolare i tassi relativi ai vari reati. Il tasso di un reato è il numero di casi del reato in questione, registrato in un determinato anno, ogni centomila abitanti. Indagini campionarie a scopo criminologico sono svolte da vari istituti italiani, per esempio dal Censis e dalla Doxa. Esse consentono di studiare la percezione dell'opinione pubblica in materia di criminalità e di misurare quante persone sono state vittime di reati (in questo caso si tratta delle cosiddette indagini di vittimizzazione). Il confronto fra i reati ufficialmente denunciati e quelli realmente commessi, quali risultano dagli studi di vittimizzazione, consente una sia pur sommaria valutazione del numero oscuro (i reati commessi ma non denunciati né rilevati ufficialmente e quindi sempre in numero maggiore rispetto ai reati ufficialmente "contabilizzati"). Il problema della valutazione del numero oscuro è una delle maggiori sfide metodologiche per la criminologia. Aspetti legali Lo studio delle tossicodipendenze e quello delle patologie mentali, nei possibili risvolti criminologici, è di competenza di quel ramo della criminologia che è formato dalla psichiatria e dalla psicopatologia forense. Il maggiore campo applicativo di queste discipline riguarda la questione dell'imputabilità, a sua volta collegata alla valutazione della capacità di intendere e di volere. Per la legge italiana, se manca pienamente la capacità di intendere e/o di volere, il reo non è imputabile e nei suoi confronti vengono prese delle misure di sicurezza a carattere anche terapeutico; se invece la capacità di intendere e/o di volere è grandemente scemata, il reo è imputabile ma la pena è diminuita (e possono essere prese delle misure di sicurezza). Aspetti professionali In Italia il criminologo non è regolamentato da alcuna legge. Il criminologo dovrebbe operare nei seguenti contesti professionali: • all'interno delle carceri, come esperto facente parte dell'équipe di osservazione e trattamento; • come esperto del Tribunale di sorveglianza o del Tribunale dei minori; • come componente non togato del Tribunale di Sorveglianza; • come perito nominato dal giudice o da una delle parti, nell'ambito di un procedimento penale in cui sia importante la valutazione dell'imputabilità. La formazione del criminologo può essere impostata in quanto ricercatore scientifico o in quanto operatore professionale, ad esempio come collaboratore delle forze dell'ordine (esperto di criminal profiling) o come consulente aziendale in materia di sicurezza.
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